Caldaie a condensazione Investimento imbattibile

Cambiare la caldaia è una spesa parecchio antipatica. Spesso si cambia “per disperazione”, cioè solo quando questo dispositivo domestico ci da pesanti segni di deterioramento. Invece oggi quello del cambio della caldaia è un investimento che assicura in breve tempo un rientro economico derivante dal grande risparmio sulle bollette più salate dell’economia domestica, quelle del gas.

Questo perché il mercato è stato “stravolto” dalla diffusione delle caldaie a condensazione, per troppo tempo snobbate per via del loro costo, più elevato rispetto alle caldaie tradizionali. Bisogna conoscere tuttavia i grandi vantaggi della condensazione. Non soltanto minor inquinamento, ma soprattutto grande risparmio energetico, addirittura possono incidere  oltre il 30% annuo sulla bolletta.

Come funzionano?

Senza scivolare in complicati tecnicismi, ci basti sapere che questo tipo di innovative caldaie ci permettono di recuperare il calore dei fumi di combustione. Questo “riciclo”, o meglio raffreddamento di questi fumi, genera condensa e conseguente minor spreco di energia. Se i fumi di una caldaia tradizionale vengono espulsi (in media) alla temperatura di 110°C, quelli espulsi da una caldaia a condensazione non superano i 55°C, è evidente che il recupero di calore utile diventi decisivo e vada decisamente a contribuire al nostro bilancio energetico famigliare.

Il calore che la caldaia recupera abbassa il fabbisogno di gas per la combustione e il riscaldamento. Rispetto alle caldaie tradizionali, i rendimenti di quelle a condensazione risultano molto superiori. Passare dal riscaldamento tradizionale a quello condensazione è un vantaggio sotto ogni punto di vista: conseguiremo un ingentissimo risparmio sulla bolletta (- 20/30% all’anno) e rientreremo della spesa in soli 3 anni  grazie alle disposizioni legislative del 2007.

In che modo?

Attualmente, l’investimento  cash relativo all’installazione di una di queste caldaie su un impianto tradizionale può essere recuperato nel giro di sette anni. Consideriamo innanzittutto che la vita media di queste è di almeno quindici anni. Se poi si ottiene la detrazione fiscale del 55% sul costo di acquisto, il rientro dell’investimento si ha in neanche quattro anni.

 

QUALCHE INFORMAZIONE IN Più SULLA DETRAZIONE FISCALE AL 55%

 

COME FUNZIONA la detrazione fiscale per la caldaia a condensazione? Il beneficio del 55% è incompatibile con quello del 36%, per chi la volesse inserire nelle ristrutturazioni (e conseguente detrazione limitata). Qui si tratta di riqualificazione energetica, che comprende cioè caldaie a condensazione, infissi, pannelli solari, cappotti termici: otterremo un rimborso fiscale in cinque anni tramite busta paga, pensione, o riduzione delle imposte. Ad esempio, su una spesa di circa 2.500 euro (IVA compresa), il benefico totale sarà di 1.375,00 euro che sarà rimborsato in cinque rate annuali. Attenzione però: le opere che possono essere portate in detrazione sono tutte quelle connesse all’impianto di riscaldamento: caldaia, canna fumaria, tubazioni, radiatori, controllo climatico, lavori edili connessi all’impianto, manodopera, ecc.

Per una ristrutturazione globale e per una spesa di 10.000 euro il beneficio totale è di 5.500 euro in 1.100 euro%anno.

Dal 2007 ad oggi ci sono state alcune modifiche, ma non sostanziali. Ci sarà sufficiente conservare le fatture e consegnarle ad inizio anno/primavera al commercialista insieme alla documentazione inerente la dichiarazione dei redditi. È un’ulteriore spinta  a un investimento  da raccomandare a tutti coloro i quali sentano il peso delle bollette e delle tasse. Tutti, visto il periodo e visti i rincari dell’energia dietro l’angolo.

Sarebbe intelligente affrettarsi perché la detrazione ha limiti abbastanza brevi.

Nel 2013 verrà ridiscussa.